La capacità sensoriale del feto

Intervista a Carlo Valerio Bellieni neonatologo presso l'ospedale di Siena

Dottor Bellieni, cosa pensa del clamore che hanno suscitato le sue dichiarazioni sulla capacità sensoriale del feto?

E’ strano che dei dati di fatto così chiari in letteratura scientifica siano in realtà così poco conosciuti tra chi li deve applicare nella pratica. Non mi riferisco solo alle donne e alle coppie: mi riferisco anche ai medici e alle ostetriche che spesso non percepiscono lo spessore e la bellezza del soggetto che hanno di fronte. Sembra di operare su un paziente, mentre in realtà si opera su due: uno ben visibile (la donna) e uno nascosto (il feto-embrione).E il feto addirittura è in grado di sognare, di provare dolore, di ricordare.

 

Quando si può dire che l’embrione diventa una persona?

Questa è una domanda fuorviante. Soprattutto perché chi la formula, di solito, non ha la minima idea di cosa intende lui stesso dicendo "persona". Tutt’al più si pensa che uno possa essere definito "persona" quando è in grado di fare "qualcosa", perlomeno di avere coscienza di sé. In realtà se si applica questo ragionamento molti sarebbero esclusi dal novero delle "persone": i disabili mentali gravi, chi è in coma, chi soffre al punto di veder annullata la propria autonomia decisionale… e anche chiunque di noi quando dorme.Dunque è evidente che l’essere "persona" non è legato al fatto di "fare qualcosa" (in filosofia si direbbe "agli accidenti"), ma a qualcosa di più profondo: l’essere parte di quel livello della natura che ha la capacità di essere razionale. E’ una definizione antica (naturae rationalis individua pars), ma è l’unica che non esclude potenzialmente anche me stesso quando perdessi momentaneamente o definitivamente certe attitudini.Ma se quello che distingue la persona è la sua natura (si direbbe in filosofia la "sostanza"), anche l’embrione è a tutti i titoli una persona, perché la natura di un embrione è esattamente uguale alla mia e non a quella di un cane. La capacità razionale verrà. Basta aspettare. Proprio come emerge in ciascuno di noi quando si risveglia la mattina.

Lei sa che c’è un bel dibattito su questo argomento

E’ triste pensare come sia difficile salvaguardare i confini della ragione oggi. E’ possibile operare dei feti malati senza sospendere il circolo sanguigno placentare: si estraggono dall’utero, si operano e si reintroducono nel ventre materno. Se la nascita fosse il momento in cui si diventa persone, si assisterebbe al paradosso di un individuo che per qualche momento "diventa" persona, poi torna "non persona", e alla nascita effettiva ridiventa persona di nuovo!Ma la medicina procreativa è piena di questi paradossi.Sapete quanti feti sani e voluti muoiono ogni anno in ogni singola clinica in seguito ad amniocentesi? Circa l’1%! E sapete quali sono i rischi della fecondazione in vitro per i bambini che nascono da questa tecnica? Un tasso di malformazioni e danni cerebrali maggiore della norma. Ora, che si sta così attenti ai rischi degli OGM e della "mucca pazza"!

[Fonte: Ufficio Stampa Policlinico Le Scotte]

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